Isla Providencia

Isla Providencia

25 Gennaio
È passata ormai una settimana da quando siamo arrivati.
Una settimana su questa minuscola isola nel bel mezzo del mar dei Caraibi.
Le emozioni passate e future si sprecano ma posto un grande arrivederci iniziamo a raccontarvi un pò di questa isola grande 10kmq in cui vivono poco più di 5000 persone.
Arrivati sull’isola dopo una traversata via catamarano da inferno (onde alte dai 4/5 metri) in cui anche lo stomaco piú forte viene messo a dura prova, notiamo fin da subito la bellezza tropicale di questa isola.
Arrivati alla nostra guesthouse ci dedichiamo all’esplorazione dell’isola partendo proprio dalla piccola Santa Catalina in cui alloggiamo. Santa Catalina è una piccola isola su cui vivono una cinquantina di abitanti collegata a Providencia da un piccolo ponte detto “ponte degli innamorati”.

santa catalina

  santa catalina

molo di santa catalina

molo di santa catalina

Su questa isola si puó solamente andare a piedi costeggiando un marciapiede che la attraversa per circa metà del suo perimetro.

vista di Providencia da santa catalina

vista di Providencia da santa catalina

santa maria santa catalina

santa maria santa catalina

forte inglese santa catalina 1

forte inglese santa catalina 1

forte inglese santa catalina 2

forte inglese santa catalina 2

Bellissime spiagge fanno la loro comparsa fino ad arrivare alla Morgan Head o testa di Morgan: pare che il buon pirata Morgan abbia fatto di questo posto un suo avamposto e da qui deriva il nome dato a questa enorme roccia.

spiaggia santa catalina Forth beach

spiaggia santa catalina Forth beach

ce gusta forth beach

ce gusta forth beach

ce gusta il coco loco in forth beach

ce gusta il coco loco in forth beach

Morgan's head

Morgan’s head

saluti da Morgan's head

saluti da Morgan’s head

Una volta varcato il ponte e noleggiato uno scooter ci siamo dati all’esplorazione dell’isola sorella Providencia.
Le bellissime case colorate in stile anglosassone si ripetono sulla strada con bambini e adulti che scrutano i turisti passare e perché no, salutano quando capita.
i primi 3 giorni vengono dedicati a spiagge da sogno e al corso di Alice: da adesso Alice é una diver professionista!

open water diver

open water diver

Birrette e cibo caraibico accompagnano il nostro tempo che scorre rilassato e lento come l’onnipresente musica reggae.

birette

birette

relax pt 1

relax pt 1

relax pt 2

relax pt 2

relax pt3

relax pt3

relax pt4

relax pt4

relax pt 5

relax pt 5

il quarto giorno, dopo esserci fatti consigliare dal bucaniere Olivo: un signore della Mauritania e la sua compagna colombiana che vivono sull’isola preparando cibi in casa e raccontando storie sul luogo, Decidiamo di noleggiare un Kayak ed addentrarci nella parte paludosa dell’isola in cui mangrovie e laghi naturali sono padroni, facenti parte del parco nazione di Mc Bee Lagoon.

Mc Bee lagun on kajak

Mc Bee lagun on kajak

Finito il paludoso tour ci si dirige sempre in kayak verso l’isola degli uccelli, due isole su cui una colonia di fregate nidifica e da cui si può capire il perché questo mare venga chiamato ” il mare dai sette colori”.

mare sette colori

mare sette colori

Bagnetto e piccola sosta abbiamo continuato, spinti stavolta dalla corrente del mare, verso Crab Island piccolo scoglio in cui si possono fare piacevoli immersioni e bersi una birretta all’insegna dell’ozio. noi, non volendo pagare il biglietto per turisti, dopo la pagaiata decidiamo di passarci a fianco per tornare sulla terra ferma.

bagnetto nel mare dei sette colori

bagnetto nel mare dei sette colori

isola di crab

isola di crab

Il nostro ultimo giorno lo dedichiamo invece ad un trekking sul punto piú alto dell’isola, il Picco.
Un punto alto solo 300 metri ma che regala una magnifica vista sull’isola a 360 gradi!

il picco

il picco

vista dal picco

vista dal picco

mentre vi scrivo siamo in catamarano di ritorno verso San Andres dove un’aereo ci portera a Cartagena. Tristi e malinconici salutiamo questo paradiso e chissá magari ci si tornerá!

Ci tengo particolarmente a scrivere anche io qualcosa sul nostro soggiorno in questa isola paradisiaca. Perchè ci siamo innamorati di questo luogo!?! Credo che sia abbastanza inutile dilungarsi descrivendo l’acqua cristallina e la spiaggia così bianca che manco MastroLindo potrebbe fare di meglio.

providencia

providencia

santa catalina

santa catalina

Per cui proverò a riportare ciò che ho provato, le emozioni e quei turbinii sia positivi che negativi che si sentono quando qualcosa ti scuote nel bene e nel male. Come ha già affrontato in maniera chiara Lore per raggiungere questa isola devi avere uno stomaco di ferro, o perlomeno devi astenerti dal toccare cibo per almeno 18 ore. Altrimenti stai sicuro che al 100%, dopo aver invocato tutti i santi per resistere 3 ore alla giostra del mare, ti ritrovi attaccato al sacchetto di plastica. Appena superato questo scoglio la situazione migliora e ti distrai facilmente guardando l’isola comparire: piccola, montuosa, ma soprattutto tanto verde!

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Sul molo ci accolgono due poliziotte (in totale sull’isola saranno quattro) che ci lasciano un bigliettino di carta su cui è riportato un numero di cellulare da chiamare in caso si abbia il sospetto di atteggiamenti equivochi nei confronti dei bambini/adolescenti. la pedofilia viene presa molto seriamente! Sicuramente chi ha avuto un ruolo fondamentale nel rendere indimenticabile il nostro soggiorno è stato il “miglio verde”. Questo signore, che in realtà si chiama Manfred, è letteralmente apparso mentre cercavamo una limonata o qualcosa che potesse vagamente sistemare lo stomaco ancora sofferente. La sua somiglianza con l’attore del film il miglio verde è incredibile: una roccia, immenso, senza capelli, ma con gli occhi più dolci e bonaccioni che abbia visto. Ha preso i nostri zaini contemporaneamente uno in un braccio e l’altro nell altro e poco ci mancava che prendesse pure noi in spalla per poi accompagnarci in barca a santa catalina nella loro casa. Il miglio verde è il marito di Kenia. Anche Kenia ci ha lasciato piacevoli ricordi: una signora gentilissima, sempre sorridente e disponibile a rispondere a qualunque domanda e che ricorderemo sicuramente per le colazioni Riot a base di pesce alle 8 della mattina. Per carità, buonissime, nulla da dire in contrario, ma dopo 5 giorni che ti svegli e senti questo odore di pesce saltato in padella di prima mattina, preferiresti mangiarti un bisonte. Kenia ed il miglio verde hanno anche una bimba piccina, che a giudicare dai pochi gemiti che pronuncia, non avrà più di un anno, ed in qualunque momento della giornata saltella contro i muri per cercare di prendere gli insetti che volano in alto. E questa attività la rende felicissima, altro che i videogiochi! In generale tutti i bambini di queste due isolotte sono sempre fuori in bici, sul ponticello a tuffarsi/pescare oppure li puoi osservare mentre passeggi lungo il sentiero che si cimentano a ballare davanti alla porta di casa loro, sotto la musica latina sparata a tutto volume.

pesca 1

pesca 1

pesca 2

pesca 2

E devo dire che sono bellissimi, scuri come la pece e sempre sorridenti. Credo di non averne mai visto uno piangere.

bimba che gioca

bimba che gioca

Per cos’altro puoi amare questa isola? perchè ci sono solo due “supermercati”, facciamo due e mezzo, perchè uno non si può considerare tale. Ed ovviamente dopo 3 giorni conosci le cassiere ed i commessi e li saluti come se fossero tuoi vicini.

supermercato

supermercato

Così con chiunque del resto, il regaz della spiaggetta di santa catalina, con cui parli na mezza volta e quando lo rincontri che ondeggia a ritmo reggae, ti fa le feste.

aeroporto

aeroporto

Addirittura l’ unico anziano/alcolizzato che ti chiede l’elemosina ti diventa familiare e lo puoi tranquilizzare dicendogli che già glieli hai dati il giorno prima gli spicci per il latte, anche se non è vero (che comunque non ti chiede due spiccioli, e ti fa pisciare perchè ti dice proprio che gli servono 10000 pesos, circa tre euro). La ami perchè la puoi girare tutta in motorino, senza casco, e perchè quando meno te l’aspetti ti regala un diluvio tropicale ed ovviamente tu non hai da coprirti. Perchè la torta al cappuccino dello studio caffè accompagnata da una spremuta di mora o mango o da una limonata fresca è un orgasmo completo!

studio cafè

studio cafè

perchè cominci a comprarti le birrette dal supermercato e te le bevi sul molo, o in una spiaggetta perché se le compri al bar costano ben 1 euro e mezzo e invece in questo modo riesci a risparmiare e bevi con 80 cent, dimenticandoti che stai facendo il contropelo per cifre veramente basse.
Perchè la domenica è tutto chiuso, ma proprio tutto, ed anche il bestiame esce per strada, come se fosse un giorno di festa pure per loro.

Perchè siamo andati sul picco in ciabatte e costume pensando, bè 300 metri sono na ciofeca, ed invece ci siamo ritrovati a navigare nel fango ed a scalare ponti in costruzione e sentieri inesistenti.

trekking

trekking

trekking

trekking

sul picco

sul picco

E poi, chiaramente, per i tramonti, gli uccelli, le maree e le immersioni.

providencia

providencia

providencia

providencia

octopus bay

octopus bay

tramonto

tramonto

tramonto 2

tramonto 2

tramonto 3

tramonto 3

Durante la mia prima immersione non ero proprio tranquilla, un pò per un piccolo fastidio all orecchio che mi procurava difficoltà nella compensazione, e poi perchè, cazzo, è il mare, e ti ci trovi dentro, anzi sotto, e non è che puoi decidere di risalire perchè non ti senti a tuo agio. Il mio insegnante è stato bravissimo e molto paziente.

immersione

immersione

Mi ha letteralmente guidata ai primi 18 metri. Già abituarti a respirare con la bocca attraverso il respiratore per me non è stato facile, in più la qualità dell’attrezzatura, non proprio eccellente, non ti aiutava a sentirti subito a tuo agio. Quando devi cominciare a preoccuparti anche dell’acqua che entra nella maschera o della muta bucata che non ti riscalda come ti aspetteresti, due porci li tiri. Poi è indescrivibile e ti perdi, e ti lasci travolgere. I colori, il rumore del tuo respiro, le bolle, i pesciolini (che io amo) e piante mai viste prima che si chiudono quando le sfiori. E poi c’è la luce, quando alzi lo sguardo e vedi il cerchio chiaro attorniato dal blu profondo: immenso. Comunicare con gli altri con i gesti e cercare di trasmettere le tue emozioni anche con gli occhi: ad esempio quando c’erano gli squali che ci giravano attorno io provare a comunicare il mio disagio e la voglia di scomparire, ma non credo che nè Lore, nè il mio insegnante abbiano capito. Anzi a posteriori mi hanno confermato il loro entusiasmo! A parte tutto, emozioni, tantissime, talmente tante che io letteralmente divoro l’ossigeno e questo implica che o risalgo prima o devo cercare di controllarmi. Molti aspetti su cui lavorare!
Ed infine ti accorgi che ti sei innamorato di questa isola, quando, al momento di lasciarla, ti stringe il cuore e cominci a fantasticare a quanto sarebbe bello potersi fermare lì.

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Ma il viaggio prosegue ed è ricco di luoghi da scoprire, per cui zaino in spalla e sicuramente più avanti arriverà il momento per rivedere questi sorrisi splendidi, ascoltare la loro musica e semplicemente sentire il mare. Arrivederci Providencia!

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Isla Providenciaultima modifica: 2017-01-31T20:56:12+00:00da lorenzelis
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