Samaipata: un angolo di Europa in Sud America e Vallegrande la città della morte del Che

Samaipata: un angolo di Europa in Sud America e Vallegrande la città della morte del Che.

05 Giugno 2017 – 07 Giugno 2017

Dopo aver scarpinato per le missioni gesuite decidiamo di esplorare la parte Ovest della provincia di Santa Cruz.
Ritornati in città prendiamo un bus che ci porta verso Samaipata.
Samaipata è una piccola cittadina a 2000 m di altitudine, famosa per la vicinanza ad un famoso sito archeologico e per la nutrita schiera di stranieri che la abitano.
La cittadina si presenta come una delle tante città andine con una grande quantità di locali europei.
Molti cercano l’energia sprigionata dal sito, altri passano solo per rilassarsi e mangiare cibo differente da quello nazionale.
Noi dopo aver passato una notte decidiamo di incamminarci verso la nostra meta successiva: la città di Vallegrande.
Vallegrande divenne famosa nel mondo dopo che, nel 1967, vennero pubblicate le foto del cadavere spoglio del rivoluzionario Ernesto “Che” Guevara, scattate appunto nella lavanderia dell’ospedale di Vallegrande.
In realtà stiamo parlando di una polverosa città in cui si può fare ben poco se non pellegrinare nei luoghi del ricordo del Che.
Al momento della nostra visita, le attrattive consistevano in tre: Il museo della ruta del Che (museo che in grandi linee spiega i passaggi che precedono la cattura dei guerriglieri), il mausoleo del Che (una grande casa non particolarmente attraente costruita sopra la pista del vecchio aeroporto dove erano stati sepolti in una fossa comune il Che ed alcuni compagni di battaglia prima della riesumazione. Infatti, ora, il corpo si trova nel mausoleo costruito a Santa Clara, a Cuba.), e per ultima la vecchia lavanderia dove fu appoggiato il corpo del rivoluzionario.

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Dopo un breve giro cittadino ci dirigiamo verso il punto informazioni dove veniamo a conoscenza che per poter accedere a questi luoghi bisogna partecipare obbligatoriamente ad una visita guidata.
Decidiamo, non per il costo, ma per la semplice volontà di non voler fare qualcosa obbligatoriamente, di provare ad entrare in questi luoghi autonomamente. Ciò è possibile al momento solo per quanto riguarda l’entrata nella lavanderia (dovete insistere al punto informazioni dell’ospedale: loro diranno che non si può entrare, ma all’esterno della recinzione si può vedere tutto distintamente) e la visione del mausoleo dall’esterno (niente de che). Mentre, per il museo, recentemente spostato all’interno del complesso funerario, decidiamo di rinunciare.

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Altra meta per gli appassionati del Che, potrebbe essere La Higuera, ad alcune ore di macchina da Vallegrande e dove Ernesto venne giustiziato. Noi abbiamo optato per il ritorno a Santa Cruz a causa delle tempistiche di bus/mezzi di trasporto. Alcuni dicono che ne valga la pena, altri no. La idea di monetizzare questi luoghi, dove al finale poco rimane da vedere risulta abbastanza seccante. Il nostro consiglio, per chi è veramente appassionato, è di evitare di pellegrinare in questa zona della Bolivia, e, dedicarsi invece, ai vari musei intitolati al Che presenti sull’isola cubana.
Dopo un scomodo viaggio notturno siamo nuovamente a Santa Cruz dove il nostro viaggio continuerà sopra un malandato treno per Villamontes: la città della trota!
Hasta siempre,Comandante!

Samaipata: un angolo di Europa in Sud America e Vallegrande la città della morte del Cheultima modifica: 2017-08-16T17:47:46+00:00da lorenzelis
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